08 ottobre 2009

Immaturita' o semplicemente egoismo?

Che mamma non stesse bene lo sapevo da tempo, da anni praticamente, tuttavia e' propio vero che non c'e mai fine al peggio.

Quest'ultimo decennio non e' stato facile per lei..... prima un intervento di colostomia che si e' risolto dopo 3 anni, poi la rottura del femore con conseguente necessita' di metterle una protesi che le ha causato una differenza di mezzo centimetro tra una gamba e l'altra come se non bastasse in tutto questo "iter" mia madre ha cominciato a soffrire di disturbi neurologici...

Ormai sono un paio di anni che non e' piu autonoma, ha problemi di memoria, perde facilmente il filo del discorso, non riescie ad usare alcuni oggetti da sola etc etc.

Inizialmente i medici le dissero si trattava di depressione post operatoria, poi corressero il tiro dicendo che era colpa delle svariate anestesie totali troppo pesanti e non ancora smaltite dal suo fisico, poi dissero che aveva una vero e propio disturbo neurologico non precisato, poi che forse aveva un principio di alzaimer e infine che aveva un tumore....

Dopo tutti questi se, forse, pero', potrebbe, etc etc, alla fine il responso ufficiale e' che mia madre ha 2 patologie... Tali patologie gliele ha accertate una dottoressa dell'ospedale Sacco di Milano che si e' chiesta come gli altri medici non avessero notato nulla nei vari esami a cui l'hanno sottoposta.

Mia madre ha un adenoma ipofisario (tumore benigno della ghiandola ipofisaria) e l'alzaimer....
Bhe, che dire, 2 in un colpo solo.....

Son sempre andato molto daccordo con mia madre e al contrario di molti che magari durante il periodo adolescenziale ci litigavano io le ho sempre manifestato affetto, cercandola, baciandola etc etc. E' innegabile tuttavia il fatto che in me qualcosa dopo i 23/24 anni e' cambiato, ho cominciato a cercarla meno, a trattarla a volte male, litigarci furiosamente e spesso e, in questi ultimi anni poi e' peggiorato ancora di piu. Forse un po era dovuto al fatto che non vivevo la mia sessualita secondo natura, anzi non la vivevo affatto, relegandomi in un mondo tutto mio e molto adolescenziale/infantile o forse no, non so darmene una spiegazione...

...le voglio bene pero non e' come prima, come quando ero ragazzo; non so se sia un bene diverso o se sia una sorta di fuga inconscia nei suoi riguardi. Forse non sono all'altezza di esserle di aiuto o forse non mi sento adeguato e allora ignoro semplicemente i suoi problemi lasciando tutto nelle mani di mio padre; ora che sto con Stefano poi le cose sono peggiorate, nel senso che in questi 2 anni sto praticamente staccandomi completamente o quasi da lei e da mio padre, in me e' sempre piu crescente il bisogno e la necessita di vivere per fatti miei e di passare tutto il tempo che posso con Stefano piuttosto che con lei o mio padre.

Forse sono solo un egoista o forse non sono abbastanza maturo da capire che dovrei starle ancora piu vicino di quando ero ragazzo considerando che adesso a 28 anni sono "un uomo".

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Beh, trovo sia normale e giusto che a un certo punto uno viva la propria vita.. Del resto è quello che vogliono pure i genitori... Un grosso abbraccio.
Giorgio

byb ha detto...

è normale "staccare" il cordone a un certo punto.

ma essere adulti significa anche saper aiutare le persone a cui vogliamo bene quando ne hanno bisogno.

è giusto tu abbia una tua vita e sicuramente loro sono contenti tu stia costruendo il tuo futuro, che in fondo è anche il loro.
ed ora potrebbero essere loro ad avere bisogno di te.

un abbraccio.

Dudù ha detto...

Mi dispiace, davvero... non tanto per dire... ma mi dispiace davvero.

Uff... però non essere egoista... ora c'è tua mamma prima di tutto... lei ti ha aiutato quando tu non potevi avere nient'altro che lei e ora tocca a te ricambiare la bellezza dell'aiuto.

Devi darle tutto quello di cui ha bisogno... anzi, molto di più... ora è piccola piccola di fronte al mondo... se non lo farai, credimi, te ne penterai quando, tra mille anni spero, non ci sarà più.

Antonio.

Gan ha detto...

D'accordo sia con Byb che con Antonio: credo che il tuo pieno diritto a vivere una vita tua ed autonoma non sia inconciliabile con la tua responsabilità di figlio; tanto maggiore, questa, viste le condizioni di salute di tua mamma.
Hai fratelli o sorelle che possano darti una mano?

SkraM ha detto...

Lo so che ho dei doveri come figlio, e so anche che pensare ora troppo a me stesso forse potrebbe farmi rimpiangere di non essere stato accanto a mia madre quando ne aveva bisogno.
Son tutte cose che so eppure piu lo so e piu "fuggo"... non e' una cosa premeditata...
a volte mi accorgo di farlo senza volerlo... forse perche vicino a lei so che c'e mio padre o forse faccio finta che non ci sia nessun problema perche non sono in grado di affrontare la situazione.
Non lo so, forse sono davvero semplicemente immaturo come figlio.

Gan ha detto...

Skarm, succede a tutti. E' difficile accettare la malattia o il decadimento delle persone che amiamo di più. Non sentirti nè in colpa nè immaturo per questo. Ma fatti guidare più dall'intelligenza e dal cuore ( visto che non ti mancano nè una nè l'altro) che dall'istinto.

Los 3novios ha detto...

Come tutti hanno già scritto, è giusto che tu, ormai adulto, abbia una tua vita: raggiunta l'indipendenza (economica, abitativa e soprattutto affettiva) ciascuno deve camminare sulle proprie gambe, bastando ormai a se stesso. E' anche però il momento in cui si recupera il rapporto coi genitori, che diventa in qualche modo più diretto ed autentico non essendo più condizionato dal bisogno e dalla dipendenza. Forse, come tu ammetti, la tua è davvero una fuga (non consapevole) dal decadimento (malattia)di tua mamma che non vuoi ammettere e riconoscere.E non accetti. Mi pare però tu sia ad un passo dall'ammetterlo a te stesso. Poi, credimi, tutto cambierà dentro di te e tornerai a riconoscerla, nonostante i tremendi cambiamenti,come la mamma della tua infanzia e adolescenza sentendo ancora (e forse di più)il bisogno di accarezzarla, baciarla e coccolarla come allora, ma con una consapevolezza diversa, nuova, che non toglierà tempo alla tua vita autonoma, ma sulla quale avrà certamente una ricaduta positiva, perchè fondata sull'accettazione della realtà.In bocca al lupo a te e alla tua mamma!

Anonimo ha detto...

Si... si fa fatica. Anche perchè si rivoltano un po' i ruoli. A un certo punto capita che bisogna fare un po' da "genitori" ai propri genitori... E ci sembra di essere stati privati del ruolo di figlio. Ma crescere è anche questo...
Un abbraccio
Giorgio

Anastasia Beaverhausen ha detto...

Che dire? capisco che non sia facile conciliare la tua vita con la sua, però ci sono anche le vie di mezzo: non devi per forza votarti a lei o "snobbarla" del tutto... Un augurio, comunque.

Poto ha detto...

Il post l'avevo già letto ieri ma non ero dell'umore giusto ne tantomeno avevo tempo per focalizzare quello che volevo scriverti.
Capisco benissimo come ci si sente (con le dovute differenze).

Quello che ti posso consigliare, dal mio punto di vista, è quello di esserci quando vuoi esserci e quando loro te lo chiedono espressamente.
Per il resto è giusto che tu faccia la tua vita.
E te lo dice uno che la sua vita la sta "investendo" nel modo sbagliado.
A fare il badante, non si ricava nulla.
Se non la consapevolezza, un giorno, di avere l'animo in pace.
Ma nel frattempo, guardando indietro, ti domanderai sempre quali occasioni hai perso per il troppo senso di responsabilità.

Un abbraccio forte.
O anche 2. :-)

ALESSIO ha detto...

normale dover cercare la propria auonomia ad un certo punto, ma gia il fatto che ti preoccupi in questa maniera, significa che sei un bravo figlio :)

Marco ha detto...

Hum...è una situazione difficile, indubbiamente, però io credo che arrivi sempre un momento, nella vita di ognuno, in cui si debba necessarimente cominciare a pensare per sè...E' vero...i genitori sono quelli che ci hanno dato la vita, per crescerci hanno fatto delle rinuncie e spesso si sente dire che il figlio avrebbe l'obbligo di ripagarli, in vecchiaia, del tempo e dell'amore che ci hanno donato...Però, è altrettanto vero, che ognuno di noi deve essere libero di seguire la propria strada, anche quando questa ci porta lontano da loro. Se fossi genitore sarei felice solo vedendo mio figlio felice...anche se a km di distanza. Per farla breve, io credo che non dovresti sentirti in colpa se in questi anni ti sei avvicinato a Stefano allontanandoti da lei...è la tua vita..ed è giusto che vada così; però, cerca di vivere intensamente quei pochi momenti in cui sei con lei..a volte non importa la "quantità" ma la "qualità"...così di sicuro non avrai rimpianti...Un saluto